STORIA ANTICA CHIESA MADRE

domenica

L'antico Duomo Salemitano


Introduzione:

Nella parte più alta di Salemi, costituente l'acropoli cittadina, vi si trovava la Chiesa Madre e secondo alcune fonti in quello stesso sito sorgeva un tempio dedicato a Venere e succesivamente una moschea araba. In questa piazza sorge un maestoso castello fatto costruire dal re Federico di Svevia e il territorio, dove sorgeva la Chiesa, non era altro che un terreno del castello, infatti il campanile di questa chiesa un tempo non è altro che una torre di guardia, la sua posizione di costruzione non è in armonia con la planetaria della chiesa e non ha niente a che vedere con un campanile. Si pensa che in questo territorio del castello, in questo stesso sito, doveva sorgere un luogo di culto per la corte e nelle diverse dominazioni, che la città ha subito, molto probabilmente ognuna innalzò il suo luogo sacro, come la moschea durante la dominazioni araba e una piccola cappella sotto il cristianesimo, ma non si hanno notizie sull'esistenza di questa piccola chiesa, per tradizione orale si tramanda che doveva essere intitolata alla Madonna.
Il terremoto del 1968 ha danneggiato la struttura della Chiesa, ma la mano dell'uomo ha deciso di non intervenire ad risanare per far continuare ma ha preferito distruggere ed annientare.

La Storia e la descrizione:

Sotto l'Arcipretura di Don Francesco Di Blasi (1615) che fu il promotore della costruzione ma grazie ai successivi Arcipreti Grillo, Villaragur e Cortese, l'antica chiesa precendete venne distrutta e sotto la direzione dell'architetto Mariano Smiriglio venne progettata la nuova Chiesa.
La Chiesa ha tre porte di entrata, con tre navate, sormontate da tre ampie finestre. La pianta è a croce latina con ampio transetto, le navate sono divise da 6 colonne monoblocco di marmo perlaceo di ordine toscano con capitelli che sorregono ampii archi a tutto sesto, sembra che queste colonne sono state realizzate a Trapani da Francesco Lo Mastro. L'abside centrale era rialzata circa un metro dal pavimento e vi si accedeva da una scalinata in marmo, le due absidi laterali erano più basse. Gli altari secondari si snodavano lungo le navate laterali e il transetto ed erano rialzate da due gradini.
Nella navata laterale destra il primo altare era dedicato a S. Vincenzo Ferreri, non si hanno notizie di come era strutturato, il secondo era dedicato a S. Giuliano Ospitatore, una statua marmorea che proveniva da un'antica chiesa a Lui dedicata che si trovava nella via Francesco Crispi. Questa statua è di Domenico Gagini ma alcuni la attribuiscono a Francesco Laurana, oggi è conservata nel museo d'arte sacra. Il terzo altare era di S. Lorenzo, in alto era posta una tela dove erano rappresentate, oltre al santo, la santa Famiglia e Santa Rosalia, il quadro è attributo a Giacinto Calamonaci. In questo terzo altare vi era anche un dipinto di S.Andrea. Queste nostre tele adesso sono in mano alla Sovrintendenza.
A seguire questo terzo altare vi era una porta di ingresso laterale, a seguire vi era l'altare di S.Giovanni Ev, una grande tela del pittore Pietro Bonaccorso, tra questo altare e la porta d'ingresso vi era un'acqua santiera.
Nella parte sinistra, il primo altare in fondo vi era un ampio fonte battesimale da Domenico Gagini, il secondo altare era quello della Madonna delle Grazie, una statua policroma in terracotta sempre di Domenico Gagini. L'altare successivo è di S. Pietro, una tela raffigurava S.Pietro e S.Paolo, a seguire vi era un ampio vano dove venivano poste le sedie e i banchi, a seguire sorgeva la grande cappella dell'Immacolata, era chiusa da cancelli, all'interno vi era un coro ligneo, tutte le pareti erano pieni di stucchi come tutta l'intera chiesa ne era piena. Davanti questo altare era posto l'organo e nel pilastro portante della navata centrale della zona sinistra vi era addosato il pulpito di legno di noce uscito dalle mani del Rastrelli, il quale commissiono anche il coro dell'altare maggiore.
Il transetto: nella parte sinistra vi era un'altare con una statua marmorea della Madonna della Candelora, forse attribuita al Gagini. Dall'altra parte, l'altare con un Crocifisso con ai piedi le statue della Madonna e di S. Giovanni, la crezione di questo crocifisso fu grazie al beneficio del Sac. Francesco Palermo il quale venne sepolto ai piedi di questo altare. L'altare ha un ampio reliquario con un'urna che conteneva il corpo di S. Felice M., sotto ancora vi era posto un presepe in terracotta policroma.
Il pavimento della chiesa era in marmo bianco, l'abiside centrale aveva l'altare maggiore rialzato anch'esso, con un ampio coro.L'Altare maggiore era composto da un' edicola piena di stucchi, all'interno conteneva il quadro della Madonna degli Angeli realizzata da Mariano Smiriglio, fino al 1341 la Chiesa era dedicata a questa Madonna poi con l'elezione del santo patrono la titolarietà passo a S.Nicola. L'altare destro invece conteneva una tela del sacro cuore di Gesù con una cornice barocca, questo altare era detto del S.S. Sacramento,ai lati di questo altare vi erano due tele, una raffigurava l'ultima cena e l'altra l'albero della vita, tele dell'atista salemitano Ignazio Di Miceli, ora queste sono situate ai lati dell'altare maggiore nella Chiesa Madre. L'altare sinistro era del Patrono, S. Nicola di Bari, conteneva una statua marmorea del santo seduto e benedicente, ai lati erano posti due quadri di S.Nicola realizzati dall'artista Di Miceli, adesso posti nella Chiesa Madre.

Il Duomo prima e dopo il sisma - il sisma e l'uomo:
Il sisma del '68 provocò lesione strutturali delle pareti e la distruzione del sofitto (una parte), ma l'uomo di allora invece di provvedere alla salvaguardia distrusse la parte destra che non era stata lesionata e il frontespizio, sarebbe stato saggio puntellare e con la calma decidere cose fare di questo luogo sacro.
L'interno della chiesa abbe il crollo dei contrafforti esterni e parte del tetto. L'abside centrale è rimasto intatto e tutto quello che conteneva era perfettamente immune dal terremoto ma siccome tutto venne lasciato senza copertura , l'inverno con le sue pioggie causarono dei lievi danni alle opere d'arte. Il transetto era integro solo l'altare del crocifisso aveva dei danni per la caduta del tetto il resto delle cappelle era rimasto senza alcun danno. La Cappella dell'immacolta subi dei danni lievi per quanto riguarda l'edicola che conservava la statua della Madonna, e tutta la chiesa con le sue cappelle rimase intatta, il sisma causo solo la caduta delle volti e del tetto.
Invece di salvaguardare l'arte che dopo quel sisma rimase alla preda di molti speculatori e sciacalli, si decide di pensare solo a quel sporco guadagno che si ricavava dalla distruzione.La colpa fu di tutti, della curia ecclesiastica, della autorità civili, della Sovrintendenza dei beni culturali e del popolo salemitano che non si mosse contro l'ignoranza della distruzione.
Adesso di questa antica Matrice rimane solo un ampio sacrato spoglio dei presiozi stucchi, rimane in piedi l'abside e le laterali cappelle e parte della zona sinistra, tutti questi ruderi certamente danno un'impressione artistica alla piazza che insieme al castello è di una bellezza elevata ma essi rimangono come simbolo del travaglio che l'arte e la tradizionone salemitana hanno dovuto subire non per causa della natura ma per alcuni uomini.
Immagini del Duomo dopo il sisma
nella prima foto: la Chiesa distrutta dall'intervento dell'uomo
nella secondo foto: la chiesa lesionata dal terremoto

1 foto facciata dopo il sisma 2 foto la demolizione dell'uomo

demolizione dell'uomo
altro particolare della chiesa dopo il sisma (non ha danni eccessivi)

zona laterale con ingresso dopo il sisma

altro particolare della zona laterale dopo il sisma

interno della chiesa sia dopo il sisma che dopo la demolizione

particolare del pulpito e nella 2 foto il cappellone dell'Immacolta dopo il sisma

altare del sacro cuore dopo il sisma e resti della navata destra

particolare dell'abside centrale e della volta dopo il sisma

altare del sacro cuore dopo il sisma

il pulputo e i resti della volta

resti della volta con in fondi l'altare della Madonna delle grazie

cappellone dell'Immacolta e l'altare della Madonna delle grazie

altare maggiore dopo il sisma

1 foto cappella del crocifisso, 2 foto cappella di S. Nicola dopo il sisma

In questa ultima foto che vi propongo potete osservare cosa ha dovuto subire la nostra Matrice a causa dell'incuria dell'uomo di allora. La sua distruzione che qui vedete non fu a causa del sisma ma tutta opera dell'uomo.

NUOVE FOTO DELLA DEMOLIZIONE





Ancora oggi la città aspetta di avere soccorso, ci sono tanti monumenti e opere d'arte che attendono di essere valorizzate.



Oggi l'antica Chiesa Madre

*Le foto e le notizie sono state tratte dal testo "In memoria della Chiesa Madre di Salemi" di Salvatore Riggio Scaduto.

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