sabato
Santi Corpi presenti a Salemi
Per molti secoli si sono susseguiti, nella storia ecclesiastica di Salemi, figure di alto rilievo che hanno avuto importanti concessioni dalla Santa Sede, una di queste era quello di portare nella loro città corpi di santi martiri ( di cui oggi però non si hanno delle veriterie notizie).
Per molti secoli si sono susseguiti, nella storia ecclesiastica di Salemi, figure di alto rilievo che hanno avuto importanti concessioni dalla Santa Sede, una di queste era quello di portare nella loro città corpi di santi martiri ( di cui oggi però non si hanno delle veriterie notizie).
1) S. Illuminata v.m. si trova nella chiesa della Concezione.
Non si hanno notizie sulla biografia della santa, sappiamo che il nostro concittadino, l'Agostiniano Giuseppe Mistretta, portò a Salemi questo corpo e venne posto nella chiesa della Concezione. Dentro l'urna troviamo questa santa e dalle vesti che indossa sembra una nobile ma non è una religiosa. Molto probabilmente è una delle tante sante martirizzate sotto le persecuzioni.
2) S. Vincenza v.m. si trova nella Chiesa di S.Agostino.
3) S. Venera m. si trova nell'attuale Matrice, ex Collegio dei Gesuiti.
(Notizie agiografiche sul nome della Santa) Santa Venera sarebbe nata il venerdì Santo dell'anno 100 d.C., nella zona delle terme romane Xiphonie vicino Acireale (dette anche Terme di S. Venera al Pozzo), figlia di due nobili cristiani della Gallia, Agatone e Ippolita, che vollero chiamarla Venera in ricordo del fortunato giorno dedicato alla dea romana.
Consacratasi a Dio, Venera studiò la Bibbia e le vite dei martiri e, dopo la morte dei genitori, si sarebbe dedicata per dieci anni all'assistenza dei poveri e dei malati, vendendo tutti i beni ereditati a favore di questi ultimi. Secondo la tradizione, Venera avrebbe predicato il messaggio evangelico nella sua Sicilia e poi in Campania e in Calabria. Qui sarebbe stata arrestata a Locri dal prefetto Antonio, il quale avrebbe cercato invano di ricondurla alla religione romana, prima con inviti e poi addirittura con atroci torture, dalle quali però Venera sarebbe uscita illesa.
Dopo questa esperienza, Venera avrebbe ripreso l'attività missionaria, percorrendo quasi tutte le province della Magna Grecia e convertendo molte persone, fino a un nuovo arresto da parte delle autorità locali (in particolare si fa il nome di un certo Temio), che l'avrebbe sottoposta ad altre torture ma dalle quali, anche stavolta, sarebbe uscita illesa.
Secondo la tradizione, Venera sarebbe morta in Gallia in seguito a una condanna alla decapitazione e il suo corpo lasciato insepolto finché alcuni cristiani l'avrebbero traslato ad Ascoli Piceno, dove sarebbe stato venerato fino al IV secolo, quando sarebbe stato trasferito a Roma, un 14 novembre.
Secondo una tradizione diversa, invece, Venera sarebbe morta il 26 luglio del 143 d.C., per decapitazione ma in Sicilia anziché in Gallia, e precisamente nello stesso luogo dove si presume sia nata. Adesso queste ossa sono custodite nella sacrestia e attendono di riavere un giusto ricordo e rispetto. A Taormina una tradizione locale riferisce del ritrovamento degli arnesi usati per il martirio di Venera.
Consacratasi a Dio, Venera studiò la Bibbia e le vite dei martiri e, dopo la morte dei genitori, si sarebbe dedicata per dieci anni all'assistenza dei poveri e dei malati, vendendo tutti i beni ereditati a favore di questi ultimi. Secondo la tradizione, Venera avrebbe predicato il messaggio evangelico nella sua Sicilia e poi in Campania e in Calabria. Qui sarebbe stata arrestata a Locri dal prefetto Antonio, il quale avrebbe cercato invano di ricondurla alla religione romana, prima con inviti e poi addirittura con atroci torture, dalle quali però Venera sarebbe uscita illesa.
Dopo questa esperienza, Venera avrebbe ripreso l'attività missionaria, percorrendo quasi tutte le province della Magna Grecia e convertendo molte persone, fino a un nuovo arresto da parte delle autorità locali (in particolare si fa il nome di un certo Temio), che l'avrebbe sottoposta ad altre torture ma dalle quali, anche stavolta, sarebbe uscita illesa.
Secondo la tradizione, Venera sarebbe morta in Gallia in seguito a una condanna alla decapitazione e il suo corpo lasciato insepolto finché alcuni cristiani l'avrebbero traslato ad Ascoli Piceno, dove sarebbe stato venerato fino al IV secolo, quando sarebbe stato trasferito a Roma, un 14 novembre.
Secondo una tradizione diversa, invece, Venera sarebbe morta il 26 luglio del 143 d.C., per decapitazione ma in Sicilia anziché in Gallia, e precisamente nello stesso luogo dove si presume sia nata. Adesso queste ossa sono custodite nella sacrestia e attendono di riavere un giusto ricordo e rispetto. A Taormina una tradizione locale riferisce del ritrovamento degli arnesi usati per il martirio di Venera.
4) S. Vittoriano m. si trova nella Casa Santa di Loreto.
(Notizie agiografiche sul nome del santo) Nel 1715 arrivò direttamente da Roma l'intero corpo del santo.San Vittoriano, identificato in erroneamente con l’omonimo santo martire di Cartagine festeggiato anch’egli al 23 marzo. La tradizione vuole che le reliquie del martire cartaginese verso il VI secolo sarebbero giunte nelle catacombe romane di Protestato e poi estratte solo nel 1736. E’ però inverosimile che un martire africano avesse trovato sepoltura in una catacomba romana, ove fu dimenticato per secoli anziché avere una degna sepoltura in una chiesa romana. Anche l’autorevole Bibliotheca Sanctorum non fa alcun riferimento ad eventuali traslazioni delle reliquie di San Vittoriano di Cartagine a Roma, a Napoli ed infine a Canneto, dando quindi indiretta conferma all’ipotesi che si tratti di un “corpo santo” della cui vita non si hanno notizie e quindi si è cercato di porre rimedio a ciò associandolo ad un personaggio storicamente certo.
Secondo quello che ci è stato tramandato quando questo corpo arrivò a Salemi sono accaduti tanti miracoli e guarigioni.
5) S. Felice m. si trovava nell'antica Matrice adesso sotto l'altare maggiore dell'attuale Matrice.
(Notizie agiografiche sul nome del santo) I santi Felice e Regola, ed Essuperanzio loro servo, sono stati legati da improbabili leggende alla celebre Legione Tebea e, scampati all’eccidio di Agauno (odierna Saint-Maurice in Svizzera), raggiunta la non lontana città di Zurigo si dedicarono all’evangelizzazione delle popolazioni locali per poi essere anch’essi uccisi in odio alla fede cristiana tramite decapitazione. Zurigo con l’intera diocesi venera quali celesti patroni in particolar modo Felice e Regola, che anche il nuovo Martyrologium Romanum ricorda in data odierna.
6) S. Fedele m. scomparso, si trovava nella Chiesa di S.Giuseppe.
Non si hanno notizie nè sulla biografia nè chi l'abbia portato a Salemi, soltanto il scrittore Salemitano Baviera cita la presenza di questo corpo che adesso non si sà dove è stato posto.
7) S. Clemente m. si trova nella Chiesa di S. Clemente.
(Notizie agiografiche sul nome del santo) Il Martirologio Romano commemora al 14 novembre un gruppo di tre martiri di Eraclea in Tracia: Clementino, Teodoto e Filomeno. Questa menzione proviene da Floro che l'aveva presa dal Martirologio Geronimiano allo stesso giorno. Il Martirologio Siriaco del IV secolo, conosce a Perinto, cioè Eraclea, i due martiri Teodoto e Demetrio, sacerdoti; possiamo quindi ritenere come martiri a Eraclea questi ultimi due. Quanto a Clementino egli potrebbe essere identificato come un martire africano omonimo commemorato dal Martirologio Geronimiano all'11 novembre. (vedi pagina sulle tele di questa Chiesa)http://matricesalemi.blogspot.com/2007/07/immagini-delle-tele-della-chiesa-di-s.html).
La città, soprattutto questa parrocchia, possiede svariate reliquie di santi con dei preziosi reliquari di cui alcuni adesso possono essere ammirati nel museo degli argenti presso la chiesa di S. Agostino.
Un esempio potrebbe essere il reliquario che viene custodito nella Matrice in una delle cappelle laterali dove sono conservate tante reliquie di santi, alcuni ignoti altri conosciuti come S.Cosma e Damiano, l'intero teschio di S. Desiderio e tanti altri che potete osservare recandovi ai piedi di questo altare.



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