STORIA DELLE CHIESE DI SALEMI

mercoledì

ELENCO DELLE CHIESE E DEI CONVENTI DI SALEMI

Secondo la fonte Storica che ci offre lo scrittore Stanislao Cremona, gesuita del 1762

1) Oratorio e Ritiro di S.Filippo Neri: abbiamo pochissime notizie, nel 1630 la confraternita di S.Giovanni Battista donò la propria chiesa a un gruppo di chierici regolari che decisero di seguire la strada del Santo, essi fabbricarono le loro celle e lì vi abitarono, non sappiamo fino a quando continuò questa loro missione ma già alla fine del '700 tutto era scomparso. Già nel 17oo non esisteva, rimase in piedi e attivo fino alla metà del 600.
2) Convento dei Monaci Basiliani: Fu fabbricato per volere della regina Costanza nel 1288, questo convento sorgeva nel sito dove succesivamente sorse il convento di Santa Chiara, oggi sede della biblioteca. Fino al 1778 in questa chiesa veniva venerato S. Basilio, quindi la regola e la loro esistenza durò sino alla fine di quel secolo.
3) Chiesa e Convento di Santa Chiara: Si pensa che questo Convento delle Clarisse, sia il più antico in tutta la Sicilia. Il complesso sorge dove un tempo esisteva il Monastero dei PP. Basiliani (1200/1300). La struttura attuale risale intorno il 1540.
Le Clarisse che abitavano questo convento osservavano la regola di S. Francesco e mantenevano stretti legami con il Monastero di S. Michele di Mazara del Vallo.
La Chiesa era di mezzana grandezza, era dedicata a S. Chiara. All’altare maggiore si trovava una statua al naturale della Santa, aveva 4 cappelle, quella del S.S. Crocifisso che conservava un ottimo simulacro, di S. Maria Maddalena con un grande quadro e quella della Sacra Famiglia con un piccolo quadro ritenuto molto antico. In questa Chiesa venivano officiati i festeggiamenti in onore di S. Chiara e della Natività della Vergine.
Oggi la chiesa è sede della Biblioteca cittadina, il complesso del convento, invece un tempo accoglieva un pronto soccorso, successivamente divenne un asilo nido.

4) Chiesa di S. Antonino da Padova, fu S. Francesco, ex Convento dei Conventuali: La sua fondazione rimonta al 1362, forse a spese del Ventimiglia, questo luogo anticamente era un fitto e antico bosco dove venne incendiato per la costruzione del complesso, ma di tutti gli alberi ne rimase una quercia, la quale rimase nel chiostro del convento. A questa chiesa era annessa una confraternita dell’Immacolata Concezione fondata nel 1583. Il complesso era dedicato a S. Francesco e fu del tutto rifabbricato nel 1764 e poi restaurato nel 1797, la chiesa oggi è detta a S. Antonio da Padova, anticamente all’altare maggiore si trovava la sua statua e un enorme quadro dell’Immacolata Concezione. In una delle cappelle si venerava un simulacro di S. Francesco, risalente ai primi anni del 300, in un’altra un bassorilievo della Madonna delle grazie, attribuita alla scuola gaginiana. È situato nella piazza principale della città, il suo campanile era una delle torri delle città, il convento infatti era addossato anticamente alle mura.
Oggi la chiesa è legata alla Matrice la statua del santo è posta nel primo altare a destra, poi segue quella della Madonna e infine quello dell’ecce homo, nella parte sinistra abbiamo quello di S. Francesco, nel seguente un crocifisso (forse proveniente dalla chiesa del Carmine).La chiesa è ad unica navata è presente una forte venerazione a S. Antonio da Padova, ed entrando sono ancora visibili resti delle vecchie costruzioni.

5) Chiesa e Convento di S. Agostino: Il convento risale al 1400 fondato dal Generale Falciglia, la chiesa invece si pensa che risalga al 1250 sotto il titolo dei Santi Filippo e Giacomo, a cui era legata una confraternita che dono la propria chiesa agli Agostiniani nel 1400.
La chiesa ebbe nel corso del tempo diverse modifiche, negli anni ’60\70 fu sede della parrocchia della Catena, e negli anni 80 sede temporanea della parrocchia Matrice. In questi ultimi anni è stata restaurata e riportata all’antico splendore, la chiesa è sede del Museo degli argenti e dei Paramenti Sacri.
All’altare maggiore troviamo un ampio coro e al centro un altare ligneo con sotto l’urna della Martire S. Vincenza, in alto la tela che raffigura S. Filippo e Giacomo, nel primo altare destro l’altare della Madonna del Soccorso, seguono altri 3 altari, nella parte sinistra nel primo, oggi con il restauro, si trova l’altare di S. Rita. La chiesa ha tre ampie cripte per la sepolture dei religiosi. Il complesso del convento oggi è sede di alcuni uffici comunali.
http://matricesalemi.blogspot.com/2007/07/alcune-immagini-della-chiesa-di.html

6) Chiesa e Convento della Madonna del Carmine: Si pensa che si stato fondato nel 1423, nel 1555 si tenne un capitolo provinciale, la costruzione della Chiesa si deve grazie al benificio di un certo Francesco Palermo il quale viene ricordato in una lapide all'interno la Chiesa posta sopra il luogo della sua sepoltura. Anticamente il complesso era stato ristorato più volte, possedeva un'atrio, un cortile e un collonnato. Era annessa una congregazione sotto il titolo di Maria S.S. del Carmine, fondata nel 1588 dal P. Cristoforo Nuccio. Nel 1751 la chiesa si rovinò e venne ricostruita più grande, ai tempi veniva considerata la chiesa più bella di Salemi, all'altare maggiore c'era la stutua della Madonna del Carmine, c'erano sei cappelle inferiori tra cui una statua marmorea della Madonna con il Bambino, attribuita al Gagini, una cappella dedicata a S. Giuseppe, un'altra al S.S. Crocifisso, una cappella dedicata all'Annunciazione. Importante era anche la cappella dell'Assunzione la quale con la ricostruzione del nuovo edificio scomparve. Le feste principali erano quelle della Madonna del Carmine, 16 Luglio, e di S. Giuseppe. In questa chiesa si conservava una statua del Profeta Elia, la quale veniva portata in processione quando incombeva la siccita (come quella del 21 dicembre 1747). Il sisma del 68 la rase al suolo completamente, oggi ne rimane solo un teatro all'aperto.

7) Chiesa e Convento dei PP. del Terzordine: Dopo il grande terremoto del 6 marzo 1740, dove franò una buona parte del monte delle rose, questo convento fu inghiottito dal terreno. Tutti i religiosi riuscirono a salvarsi, della chiesa non rimase niente solo la copia della sacra immagine del volto del Cristo (donata da Padre Santoro Pecorella).
Il Pirri fa menzione che questo sia stato il terzo convento sorto nel Regno, si crede che il fondatore sia stato un certo della famiglia Bruno. Era di forti fondamenta e dai suoi balconi si ammirava un bel paesaggio. Secondo una leggenda in una delle caverne, vicino al convento, dimorò per qualche giorno S. Calogero.
Secondo le notizie del Cremona, i religiosi costruirono un ‘altro convento, in un luogo dentro la città dove si erano ritirati dopo la grande frana e dove avevano una loro osteria. La nuova chiesa era piccola intitolata come la vecchia chiesa, a Maria S.S. di Gesù. All’altare maggiore aveva un quadro della visitazione della Vergine e in un altro la sacra copia del volto di Gesù, aveva 4 altari bassi tra cui quello di S. Calogero. Sotto l’edificio si trovano diverse cripte di sepoltura dei religiosi.
Secondo le notizie del Baviera, i religiosi riuscirono a salvarsi mettono in salvo diversi oggetti sacri della antica chiesa, tra cui un crocifisso (confonde i religiosi cappuccini che avevano il loro convento vicino a questo), e furono ospitati nel convento di S. Agostino, poi riuscirono a costruire un nuovo convento attiguo a una chiesa dedicata a Maria, dove avevano un’osteria ma per motivi economici il convento fu abolito e rimase solo la chiesa. Non possediamo notizie certe su queste chiesa.

8) Chiesa Parrocchiale di S. Francesco di Paola, ex Convento dei Minimi: Secondo la fonte del Cremona 16 anni dopo la morte del Santo, erano presenti in Salemi due minimi e nell’anno 1529 ottennero la concessione delle terre attorno un’antica Chiesa dedicata a S. Domenica, situata nella contrada detta Serrone. Grazie alle elemosine della Confraternita di S. Lucia che per loro volontà vollero concedere ai Frati la loro Chiesa a patto che essi dovevano mantenere all’altare maggiore le statue, della Vergine Lucia e di S. Agata.
I minimi costruirono il loro convento intorno all’anno 1559, sotto questa chiesa costruirono due ampie cripte, una per i confrati di S. Lucia e l’altra per i frati.
Nel 1757 la chiesa venne ricostruita con un gusto più moderno, è di questo periodo attestabile un antico busto del Santo. Nel 600 questa chiesa verrà ricordata sotto il nome di S. Francesco di Paola e si diffonderà una grande venerazione a questo santo.
All’altare Maggiore, dopo il ritrovamento di un’antica statua della Madonna nei pressi del territorio della Chiesa, al centro delle due statue i frati collocarono questa effige con il nome di Madonna del Salso.
A causa del terremoto del 68 la chiesa venne rasa al suolo e per volontà dell’allora Parroco e dei fedeli devoti al Santo fu ricostruita dalle fondamenta, all’altare maggiore troviamo un crocifisso che un tempo era posto in una delle cappelle dell’antica chiesa, nel primo altare destro la statua della Madonna del Carmine, un tempo situata nella sua Chiesa, nel secondo destro l’altare di S. Francesco di Paola con una bella statua lignea, alla base una lastra di marmo del 1620. Nel terzo altare sinistro una tela che raffigura S. Giovanni Ev. Negli altari sinistri, nel primo ha sede l’organo, nel secondo la statua di S. Lucia, un tempo posta all’altare maggiore, e nel terzo la tela di S. Michele Arc. Nella zona antistante la navate ai due lati troviamo due nicchie, in una la statua di S. Antonio Abate, proveniente dalla sua Chiesa, e nell’altra S. Agata, un tempo posta al maggiore. Sotto la chiesa troviamo due ampie cripte con altri altari. La chiesa negli 80 venne innalzata a parrocchia e a Santuario.

9) Chiesa Parrocchia Maria S.S. della Confusione nella Trasfigurazione di N.S.G.C. e Convento dei PP. Cappuccini: Inizialmente esisteva sul monte delle rose, vicino i pressi del convento del terz’ordine, leggermente più in basso ma con il terremoto del 1740 anch’esso venne completamente distrutto. Questo primo convento risale al 1589, si accedeva tramite una strada lastricata di pietre, questa chiesa si trovava nel luogo dove un tempo era la chiesa di S. Agata, essa era dedicata alla trasfigurazione.
Dopo il forte sisma, i frati, ottennero dalla Sig. Francesca Scurto, nel 1743, un ampio terreno vicino i pressi della chiesa di S. Leonardo, lì costruirono il loro nuovo convento e la chiesa dedicata alla Trasfigurazione di N.S.G.C.
All’altare maggiore c’era un quadro che raffigurava la trasfigurazione, aveva altri 4 altari bassi, tra cui quello del S.S. Crocifisso che secondo una leggenda parlo a un frate, in un altro si trovava un quadro che raffigurava il sogno che ebbe un frate sulla distruzione dei due conventi, dove è raffigurato Cristo con la collera verso Salemi e la Vergine con S. Nicola, S. Biagio, S. Francesco e altri santi francescani che pregano il Signore di risparmiare la città.
In questa chiesa nuova all’altare maggiore era esposto il crocifisso che un tempo si trovava nel primo convento (secondo la fonte del Baviera).
Dopo il terremoto del 68, la chiesa è in parte caduta, infatti la zona del presbiterio e stata rifatta a forma circolare e la parte antica è ancora visibile con qualche cambiamento di altari, tra cui quello dedicato a S. Bernardo da Corleone, quello a S. Francesco, un’ altro a S. Leonardo, uno alla Madonna addolorata. Oggi la chiesa continua a essere Parrocchia ma continua a stento ad essere convento dei cappuccini, per la mancanza di essi. La chiesa è sede di una grande venerazione alla Madonna della Confusione, di cui non si hanno notizie storiche.

10) Chiesa Maria S.S. degli Angeli fu S. Vito e ex Convento dei Frati della Stretta osservanza: Questi frati venivano chiamati anche zoccolanti o riformati, il convento fu fabbricato affianco un’antichissima chiesa di S. Vito e compagni. Il popolo salemitano volle innalzarlo in onore dei prodigi del servo di Dio F. Innocenzo da Chiusa. La sua costruzione ebbe inizio nel 1622 e pochi anni dopo venne già abitato dai frati anche se in fase di costruzione.
Il convento è uno dei più belli e perfetti, la chiesa antica fu rifatta e dedicata alla Madonna degli Angeli. All’altare maggiore, che appartiene alla famiglia Cappasanta e Perollo, troviamo un grande quadro che raffigura la Madonna con ai piedi alcuni santi. Aveva 7 altari minori, tra cui quello di S. Pasquale Baylon, con una sua statua molto antica, un’altro altare con la statua della Madonna e il Bambino, l’altare dedicato a S. Vito con la statua dell’antica chiesa, la cappella più importante era quella del prodigioso S.S. Crocifisso
http://matricesalemi.blogspot.com/2007/07/il-crocifisso-di-fra-umile-da-petralia.html
. scolpito dall’artista Fra Umile da Petralia, la cappella apparteneva al Barone di Giardinello Tommaso Clemenza. In onore del S.S. Crocifisso il tre maggio si organizzava una solenne festa. Questa chiesa, accanto alla cappella di S. Vito, aveva una grossa cripta per la sepoltura dei frati e dei cittadini, oggi attorno ad essa tabbiamo il cimitero cittadino.


12) Chiesa di Maria S.S. della Catena: Anticamente veniva chiamata del Purgatorio, risale ai primi anni del 1060, quando la Sicilia venne liberata dai saraceni, il popolo salemitano ringraziò la Vergine per la liberazione da questa catena, la chiesa costruita venne dedicata alla Madonna della Catena.
Per la sua antichità nel corso dei secoli è stata ristorata diverse volte e man mano si è ridotta la sua grandezza. Secondo alcune fonti nel luogo dove sorgeva la chiesa esisteva una sinagoga.
Grazie al Barone di Giardinello, Tommaso Clemenza e al Sac. Andrea Lombardo la chiesa poté essere restaurata più volte, come la grande cupola che nel 1734 fini per rovinarsi.
All’altare Maggiore, nella tribuna, era esposto un grande quadro della Vergine con il Bambino e ai suoi piedi, genuflessi, il Battista e S. Francesco d’Assisi. Aveva altri 4 altari bassi tra cui quello dell’Addolorata a cui era annessa una confraternità chiamata dei “sette dolori della Vergine”. Un altro altare era quello del Patriarca S. Benedetto. A questa chiesa era legata una congregazione che si impegnava nel rispetto dei comandamenti e nella preghiera verso le anime del Purgatorio, fondata nel 1590, veniva chiamata del Purgatorio. Nell’anno 1609 al tempo della sacra visita del Vescovo La Cava, per sua volontà la chiesa fu eletta parrocchia, primo parroco fu Giacomo Milana, poi segui Alberto Oliveri e cosi via. Nei primi anni del 1960 la chiesa era in condizioni disagiate e venne distrutta per ricostruirla, ma i lavori si bloccarono a causa del terremoto del 68, ancora oggi ne rimane solo le mura laterali e la casa parrocchiale. Al tempo, fino agli anni ’70, la parrocchia venne spostata nella Chiesa di S. Agostino.

13) Chiesa di Maria S.S. della Misericordia: In questa antica Chiesa si venera un’immagine della Vergine dipinta su una parete di un’antica casa nel quartiere della Giudecca. Risale ai primi anni del 1600 ed è sede di un’antica devozione mariana presente in Salemi.
Nel 1622 i Padri Agostiniani Scalzi volevano fondare un loro convento attiguo a questa Chiesa ma per motivi sconosciuti abbandonarono questo progetto.
La devozione mariana in questa chiesa si è sempre sviluppata e arricchita di fede fino al 1758 quando si decise di ampliare la chiesa. Essa è di media grandezza ornata di stucchi e di particolare eleganza.
All’altare maggiore si venere la prodigiosa immagine della Madonna, ha 4 altari laterali dove tra questi (nel primo a destra) si conserva una statua di S. Isidoro Agricola a cui è annessa una confraternità che si riuniva anticamente tutte le sere e offriva al mese una buona quantità di grano alla chiesa.
Di questa chiesa è stato benefattore il Sacerdote Pietro Orlando, la festa principale cadeva nel giorno della Pentecoste.
Si racconta che un giorno un chicco di grandine cadde presso soglia della chiesa e subito diventò duro come una pietra, da allora questo oggetto veniva conservato gelosamente come dono della Vergine.
Oggi la Chiesa continua a essere sede parrocchiale, viene celebrata solo la messa prefestiva.

14) Chiesa di S. Biagio: Filiale alla matrice fu da parrocchia nel quartiere rabbato, è di mediocre grandezza con 4 altari laterali: nel lato destro, nel primo, abbiamo una tela con la Vergine Maria tra S. Biagio e S. Nicola, nel secondo, una tela con i santi Filippo e Giacomo, a questo altare è legata una confraternita sotto questi santi. Nel lato sinistro, nel primo, una tela che raffigura S. Rocco (questa tela era ritenuta a Salemi la migliore nel raffigurare questo santo), nell’altro S. Isidoro agricola
L’ altare maggiore è di media grandezza, ha nella tribuna la statua del titolare di buona fattura ed espressività, in legno dorato.
La chiesa era frequentata nella novena di natale e in tutti i venerdì di quaresima dove un padre gesuita teneva alcune meditazione sulla passione del Cristo. A questa chiesa era annessa una confraternita sotto il nome del Santo. Oggi continua ad essere frequentata solo nei giorni della festa di S. Biagio.


15) Chiesa del Rosario: ammonta la sua esistenza dal 1536, affianco ad essa esistevano dei locali per gli infermi e uno ospizio per i pellegrini. Nell'altare maggiore si venerava una tela che raffigurava la Vergine del Rosario e di particolare pregio era il tarbernacolo completamente rivestito d'argento (oggi custodito nella Chiesa Madre, tra breve sarà possibile visitarlo),la chiesa era composta da 4 cappella laterali: in una si venerava una statua della Vergine del Rosario, in un'altra un Crocicifisso (adesso è conservato nelle stanze della Chiesa Madre), un'altro altare era dedicato a S.Gaetano,e un'altro ancora all'Assunzione della Vergine. Nei primi anni del 700 si decise di restaurarla completamente poichè era una delle Chiese più frequentate in Salemi. Con il terremoto del 1968 fu danneggiata e oggi della chiesa ne rimane solo la sua facciata e le sue mura.

16) Chiesa dell Spirito Santo o della Vergine di Monserrato: Già nel 700 questa chiesa non esisteva, nel 500 era di grande venerazione presso il popolo, ne parla il notaio Domenico Majo nel 1653. Era collocata lunga la Maggiore Chiesa confinante con la Casa di Francesco Cutrona e di Cascio Giuseppe.
17) Chiesa di Maria S.S. dell'Alto: Già nel 700 non esisteva, era collocata alle antiche mura della città dalla parte che guardava a mezzogiorno, chiamata dell’alto per la posizione alta dove sorgeva. Il sito fu concesso dal Convento di S. Agostino, era anticamente una casa diroccata, fino al 1625 era in piedi.

18) Chiesa di S.Giuseppe: Risale ai tempi della cacciata degli ebrei in Sicilia, sorge proprio nel quartiere della Giudecca, fino all’anno 1665 aveva solo due altari poi per volontà del Barone Leonardo Palermo e del Sig. Giuseppe Bruno la chiesa venne ampliata con 4 alti bassi, tra cui quello dello Sposalizio della Vergine dove ogni 23 gennaio si celebrava una solenne festa.
All’altare maggiore c’era una statua del santo, la quale era di grande bellezza, la festa cadeva il 19 marzo e tutti i 7 mercoledì che precedevano tale giorno venivano celebrate solenni riti. Nel 1761 venne abbellita con stucchi e intagli e per volontà del Rev. Ignazio Battiata il soffitto fu portato a vele gonfie.
Il Gesuita Mario Stanislao introdusse in questa chiesa una particolare venerazione al Bambino Gesù, si conservava una stupenda statua in cera del Bambino.
Il 25 di ogni mese veniva esposto il Santissimo Sacramento, a questa chiesa era legata una confraternita e sotto le sue basi si trovano due cripte per la sepoltura dei defunti.
Oggi per volontà dell’Arciprete è stata restaurata e ordinata, per qualche mese è stata sede dell’oratorio.
19) Chiesa di S. Giovanni Battista: Edificata intorno il 1500, fu ristorata nel 1760 per volontà del Sac. Santo Asaro.
Inizialmente la struttura era con 6 altari minori, successivamente diminuirono a 4, tra cui c’era quello di S. Martino, un altro dedicato al Santo Vescovo Aloe, e un altro ai Santi Crispino e Crispiniano.
All’altare maggiore vi era la statua del Battista, a questa chiesa era annessa una confraternita che si impegnava per il culto a questo Santo.
Oggi la chiesa è passata al Comune e viene usata come auditorium.

20) Chiesa di S. Clememte: Detta comunemente di S. Annedda, è di piccola grandezza ad essa è legata la confraternità di S. Anna, o dei mortificati. Gli adepti dovevano essere solo 72 e solo loro potevano frequentare questa chiesa, il popolo poteva entrare in questo luogo solo la sera del mercoledì e la mattina del giovedì santo e nella festa di S. Anna.
La congregazione si riuniva e praticava diverse penitenze anche flagellazioni, alla chiesa erano annesse diverse cellette dove i confrati si ritiravano, essa fu fondata nel 1650, all’inizio si riuniva nella sacrestia della chiesa del rosario, poi in un grande locale del Marchese Torralta, ma in seguito decisero di comprare una casa, che apparteneva alla sig. Caterina Lo Vesco e nel 1734 costruirono la chiesa.
Tutti i venerdì santo si portava il Cristo morto e l’Addolorata, seguito da tutti i sacri oggetti della passione.
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21) Chiesa di S. Giovanni ev: Si rovino nel 1600, venne venduta al Barone Leonardo Palermo, e la devozione al santo venne spostata nella Chiesa Maggiore con un’altare.

22) Chiesa di S. Stefano: Forse fu la prima chiesa costruita a Salemi, è di media grandezza, all’altare maggiore si trovava una tela di pennello greco che raffigurava la Vergine Maria tra S. Michele arcangelo e gli Apostoli, sopra questo quadro si trovava un’altra tela del Crocifisso la quale era sovrastata da uno piccola cupola.
Nel alto destro, nel primo altare, un simulacro del S.S. Crocifisso, nel secondo, un quadro della Vergine Addolorata, nel lato sinistro, nel primo, una statua in legno di San Stefano del 1568 e nel secondo un altro altare con una statua in alabastro di S. Stefano del 1511, donata da Leonardo D’Amico, alla chiesa era annessa una confraternità.
La chiesa si trovava nella zona più bassa della città presso la porta Corleone.
Negli 60 fu per qualche tempo sede della parrocchia della Catena, col terremoto del 68 venne distrutta, oggi rimane solo parte della facciata e la parete sinistra. Il luogo della Chiesa è stato strasformato in piazza con al centro la Statua in alabastro del Santo Protomartire.


23) Chiesa di S. Antonio Abate: Fuori la città un tempo esisteva una chiesa dedicata a questo santo ma intorno il 1565 era in pessime condizioni e si decise di spostarla all’interno della città. Essa è situata affianco la chiesa di S. Stefano, risale al 1761, e di media grandezza, all’altare maggiore aveva la statua lignea del santo, del 1565, e possedeva 4 altari bassi tra cui quello dell’Immacolata Concezione. A questa chiesa è legata una confraternita sotto il Santo.
Già prima del terremoto del Belice la chiesa era chiusa, con il sisma ha subito diversi danni, la statua del santo adesso si trova nella Chiesa di S. Francesco di Paola. Oggi l’edificio rimane chiuso, si può solo ammirare la sua facciata.

24) Chiesa di S. Giuliano Confessore: Anticamente era situata nel quartiere detto Gibli ma nel 1650 si rovinò e al suo posto si formo un cortile, detto di S. Giuliano, con attorno alcune case, ma per la venerazione al santo li si dedicò un altare laterale nella Chiesa Maggiore (il primo a sinistra dove conservava la statua in marmo della suddetta chiesa).
La costruzione e il sostentamento di tale altare fu per volontà dei duchi di Villa Fiorita, eredi della Famiglia Cutrona di Salemi.
Il 29 gennaio si celebrava una solenne festa al santo dove accorreva il popolo salemitano in particolare colore che erano stati minacciati di omicidio.
Oggi privati della Matrice, si conserva solo la statua marmorea presso il Museo di Arte Sacra.

25) Chiesa di S.Bartolomeo ex S. Apollonia: Inizialemente, nel 1500, esisteva questa chiesa nel quartiere detto della rua (gibli), ma si decise di portare la sede della chiesa in un'altra dedicata alla vergine Apollonia, in quanto quella del Santo era in rovina. La Chiesa della Santa si trova affianco l'attuale Matrice e risale al 16o0. Venne ampliata e ornata di stucchi dal architetto Pietro Bolognese. All'altare maggiore si trova un quadro della Resurrezione con la maddalena, in una delle cappelle laterali c'era la statua di S. Bartolomeo Ap. e nell'altra quella della santa Apollonia. Da questo periodo la chiesa venne chiamata S. Bartolomeo. Era annessa una confraternita sotto il titolo del santo, e una congregazione detta della carità fondata nel 1611, inizialmente era legata a questa chiesa poi si sposto nella chiesa oratorio di S. Anna e succesivamente ritorno in questa chiesa. Anticamente in questa chiesa avveniva il rito dell'ultima cena e della lavanda dei piedi della confraternità dei mortificati. Oggi la chiesa di S. Bartolomeo è sede del museo dei pani.

26) Chiesa di S. Margherita: Anticamente si trovava vicino la Chiesa del Rosario, non si hanno notizie della sua memoria e della sua precisa costruzione poiché il luogo dell’edificio è stato con il tempo occupato da case. Il Cremona ci dice soltanto che dal 1653 essa esisteva anche se già in rovina.

27) Chiesa di S. Caterina v.m.: La prima chiesa si rovinò e la si ricostruì in un altro sito poco vicino, la prima chiesa risale prima del 1600, la seconda è del 1670. Era con un solo altare dove si venerava un quadro di piccola grandezza che raffigurava la santa, la chiesa era con poche decorazioni, la festa cadeva nel mese di novembre. Era annessa una confraternita e la compagnia de Bianchi i quali si occupavano di assistere i condannati a morte.

28) Chiesa di S. Giacomo Apostolo: Situata nella contrada detta S. Giacomo, già al tempo del Cremona era in rovine, da lui veniva chiamata spelunca latronum.
Nel giorno della sua festa accorreva tanta gente, era di mediocre grandezza, rivolta a ponente e circondata da tanti giardini con frutteti e fiori.

29) Chiesa della Madonna della Scala: Non si hanno notizie della sua fondazione, era situata fuori la città, a ponente nella strada che porta a Trapani, situata su una montagna, la strada che ad essa portava veniva vista dal popolo come una scala per questo era chiamata con questo titolo. Si annoverano tanti miracoli e ogni anno nella feria della terza rogazione si portava l’immagine della Madonna in processione. Successivamente alcuni sacerdoti vollero costruire accanto a questa chiesa alcune cellette dove ritirarsi per alcuni momenti (oratorio o ritiro dei pii sacerdoti) ma questi luoghi non vennero mai abitati e si distrussero con il tempo.

30) Chiesa della Madonna delle Grazie: Anticamente era una piccola edicola dove si venerava una lapide con su dipinta l’immagine della Madonna della Grazia, in seguito per volere del popolo nel 1605 si decise di ampliarla a cappella e nel 1623 siccome aumentava la devozione mariana, per volontà del popolo e dell’Arciprete si decise di costruire una vera e propria chiesa.
La festa solenne cadeva il 5 Agosto, e in seguito si decise di lastricare con pietre la strada che portava a questo luogo. Nel 1761 l’edificio decadente venne ricostruito dalle fondamenta rispettando l’ordine iniziale, era collocata fuori le mura della città a levante e voltava il suo sguardo a ponente, in questa chiesa venne seppellito un certo Vincenzo Polizzi, benefattore.
Dopo il terremoto del 68, la chiesa non subì danni alcuni, si decise lo stesso di rimuoverla dalla zona.

31) Chiesa della Madonna di Badaluque: La chiesa è di antiche costruzioni, si pensa che sia ad opera degli spagnoli, era situata nel rione detto ciardazzi, vicino il convento dei padri del terz’ordine e sulla strada che porta alla chiesa della Madonna della Scala.
Si venerava un’antica immagine della Madonna dipinta su una lapide appellata di Badalucco. Si rovinò già nella fine del 600, e ne rimase solo una cappella in suo ricordo. Questo sito era considerato uno dei primi santuari mariani nella zona.

32) Chiesa di S.Cosma e Damiano: una delle prime chiese costruite nelle campagne della Città, nella zona comunemente detta dei Pirani, la chiesa è stata da sempre di propietà privata, la santa liturgia veniva celebrata in particolare nei giorni di fine settembre, festa dei Santi Cosma e Damiano, la gente accorreva in questa chiesa numerosa con grande venerazione presso questi santi medici. La struttura è ad unica navata, semplice senza cappelle laterali, l'altare maggiore accoglie l'immagine dei santi dipinta su pietra, la chiesa può accogliere fino a 200 persone.

33) Chiesa di S. Ciro: Per volontà del P. Ignazio Roberti, della compagnia di Gesù, venne conceduto il terreno dove costruire questa Chiesa. La costruzione ebbe inizio il 16 ottobre del 1741. La festa al santo cadeva ultima domenica di Agosto. All’altare maggiore è conservata la statua marmorea del Santo.

34) Chiesa Paleocristiana S. Michele Arcangelo: L’edificio fu scavato da Antonino Salinas e venne pubblicato da Biagio Pace. La chiesa, suddivisa in tre navate, presenta un’abside sul lato ovest e un narcete su quello est; ebbe inoltre una destinazione funeraria come testimoniano le numerose tombe trovate sul pavimento.Lo scavo ha messo in luce tre fasi contraddistinte, dalla più recente alla più antica, con le lettere A, B e C. Fase A i resti relativi alla fase più recente della chiesa sono molto scarsi. L’elemento più interessante è costituito da un frammento musivo trovato nella metà orientale della navata centrale recante l’iscrizione latina “...MPORIBUS ...NTIFICIS PATRIS EPISC... ...OMINUS DO... ...NORIS F... ...IOLI CE...”. L’epitaffio contiene forse l’allusione a un [p]ontificis patris episc[opi]. Sulla base delle caratteristiche architettoniche dell’edificio il Pace attribuì questa fase al VI sec. d.C.Fase B Questo secondo momento della basilica è caratterizzato da un altro pavimento musivo che è stato scoperto sotto il mosaico con l’iscrizione latina: esso è caratterizzato nella sua metà occidentale da uno schema geometrico di ottagoni e quadrati contenenti motivi floreali stilizzati e nella sua metà orientale da quadrilateri irregolari intervallati da losanghe; questa parte del pavimento ospita inoltre cinque iscrizioni musive di cui quattro greche e una latina che recano i nomi di probabili benefattori della chiesa: Kobouldeos e Maxima, Zosimos, Saprikios, Makarios e Dionisius.Sulla prima epigrafe si legge “Kobouldeos e Maxima sciolsero il voto per la salvezza dei loro figli”. Particolarmente interessante è il nome Kobouldeos molto diffuso nelle comunità cristiane dell’Africa settentrionale e significa “Quod vult Deus”. Ciò a mio parere testimonia che compagini africane in epoca tardo-romana erano ancora presenti nella parte occidentale dell’isola e che probabilmente contribuirono alla diffusione del cristianesimo in queste zone.La seconda iscrizione dice “Il presbitero Macario per la salvezza di Kobouldeos”. La tipologia dell’iscrizione sembrerebbe essere funeraria ma a causa della perdita dei dati stratigrafici non si può affermare ciò con certezza. Questo frammento di mosaico è comunque riferibile ad un restauro; quest’ultimo, secondo Pace, potrebbe essere riferibile o alla tomba di Kobouldeos costruita dal presbitero Macario oppure ad un restauro del pavimento voluto da Macario per onorare la memoria del fondatore della basilica (Kobouldeos?).Nella terza iscrizione si legge “Ricordati, Signore, del tuo servo Sapricio” Il nome presente nell’epitaffio viene da greco “sapròs” “putrido” ed è un nome abbastanza diffuso tra i primi cristiani che per umiltà adoperavano nomi dispregiativi. Secondo il Pace sia quest’iscrizione che quella di Zosimos erano di natura funeraria mentre per il Salinas erano invocazioni alla comunità. Secondo me la prima ipotesi è quella più probabile; infatti nel testo sembra riscontrarsi una precisa volontà da parte del fedele di affidarsi sul punto di morte alle mani di Dio.L’unica iscrizione funeraria certa è quella di Dionisius che dice “ Il presbitero Dionisio visse in pace 55 anni”.Questa seconda fase è ascrivibile al V sec. d.C.Sia l’associazione di mosaici e di iscrizioni funerarie sia i nomi presenti nelle epigrafi sono di origine nord-africana. La qualità meno elevata del pavimento della basilica di Salemi tradisce tuttavia una fattura locale che si servì di modelli africani circolanti a quell’epoca nel Mediterraneo occidentale. (fonte: Giuseppe Stabile)

35) Chiesa di S. Giuseppe: era situata in c/da S.Giuseppe, ora non esiste più, la sua costruzione è ad opera della Famiglia Palermo che in quella contrada aveva il titolo di Barone insieme con la vicina contrada di S.Giovanni.

36) Chiesa di S. Nicola di Bari: Sorgeva nella contrada detta Paradiso, era di piccola grandezza, fu fabbricata da Antonino Adamo intorno gli anni del 1670, era legata all’Arciprete, possedeva diversi giardini.

37) Chiesa di S. Liborio: Situata nella contrada pisciapolli, fu edificata nel 1677 per volontà di Giuseppe Patella e terminata nello stesso anno, la grandezza è super giù quanto una cappella, con un solo altare. Alla chiesa era annesso un giardino e una vigna. Oggi ne rimane solo qualche resto.

38) Chiesa di S. Agata: Sorgeva nello stesso luogo dove un tempo vi era il convento dei PP. Cappuccini che nel 1740 venne distrutto dal terremoto.

39) Chiesa di S. Leonardo: Antica è la devozione salemitana verso S. Leonardo di Limoges, sappiamo che fino all’anno1534 era molto frequentata, era situata presso la zona detta del Vado, è stata ristorata più volte, nel 1660 il Rev. Giuseppe De Blasi la restaurò e abbellì con un grande quadro del Santo, in seguito sarà ripresa in restauro dalla famiglia Villaragut.


41) Chiesa della Concezione ex Monastero delle Clausure: La sua fondazione fu grazie all’opera del Barone di Giardinello, Tommaso Clemenza, l’apertura di questo complesso avvenne nel 1723. In questo monastero oltre alle monache di Clausura, dimoravano le “pie donzelle “ le quali osservano la stessa regola delle sorelle dell’oratorio di S. Anna.
All’altare maggiore è posto un grande quadro dell’Immacolata Concezione, e vi sono sei altari bassi.
Il monastero delle clausure si trovava accanto alla Chiesa dalla parte inferiore, invece nell’altra parte si trovava un altro complesso dove dimoravano le “pie donzelle” e successivamente una congregazione di suore.
La chiesa è ad unica navata, ricca di stucchi e decorazioni, l'altare maggiore è sormontato da una grande tela dell'Immacolata e ai suoi lati due quadri, l'arcangelo michele da una parte e dall'altra l'arcangelo gabbriele. La struttura è formata da tre cappelle laterali: la prima a destra è la più decorosa, contiene la vara dell'Assunta, le pareti dell'altare sono dipinte artisticamente, alla basa dell'altare è posta un'altra vara la quale contiene il corpo di S.Illuminata. La seconda contiene una tela che raffigura S. Nicola di Mira, S.Antonino da Padova, S.Francesco e in fondo l'autoritratto di fra Felice, colui che ha dipinto questa tela. La terza cappella ha una tela della flagellazione di Cristo. La zona sinistra inizia dal fondo con la prima cappella occupata da un organo, la seconda con una tela della Lavanda dei piedi e la terza con la Crocofissione. La chiesa risale al 1723 ed è filiale alla Matrice. (Vedi la pag. delle immagini della chiesa:
http://matricesalemi.blogspot.com/2007/08/immagini-della-chiesa-della-concezione.html

42) Chiesa di S. Anna con Oratorio: In questo oratorio dimoravano alcune fanciulle vergini sotto la regole di S. Benedetto, la chiesa è di media grandezza, all’altare maggiore si trovava una tela di S. Anna, nell’altare destro un crocifisso e nel sinistro un quadro di S. Benedetto. La chiesa risale al 1718, fondatore di questa opera fu P. La Nuza. Oggi la chiesa è passata a proprietà del comune.

43) Chiesa di S. Tommaso Apostolo: Si trova affianco alla chiesa di S. Biagio, si pensa che sia stata costruita dai Goti e dai Greci, dovrebbe risalire all’anno 1539, è di media grandezza, all’altare maggiore si trovava la statua del Santo titolare, in marmo, ai lati aveva solo due altari per lato, in uno si conservava un insigne simulacro dell’Ecce Homo. Era annessa sempre una confraternita. Oggi la chiesa rimane chiusa e in totale abbandono.

44) Chiesa della Madonna dei Miracoli: Chiamata anche della Tagliata o della Pirrera per il sito dove si trovava. Era dedicata alla Madonna degli miracoli per i prodigi che avvenivano. La sia costruzione risale al 1500, era piccola, all’altare maggiore si venerava un dipinto sul muro della Madonna, aveva solo un altare basso. A questa chiesa doveva appartenere il dipinto della Madonna degli Angeli del Smeriglio che poi per sbaglio fu portato all’antica Matrice e un altro di minore valore fu posto nell’altare basso.Ogni anno al 25 marzo, poi nella domenica in albis, dalla Matrice partiva una processione fino a questa Chiesa, affianco a questa chiesa esisteva un pozzo prodigioso. Oggi ne rimane solo la sua costruzione divenuta garage per alcuna gente che abita quel rione.

45) Chiesa di S. Domenica: Già del 1700 era quasi del tutto demolita, rientrava in quei territori che furono concessi per la costruzione del convento dei Minimi. Anticamente venne costruita dopo le missioni che un Padre operò su questa Santa e suscitando tanta ammirazione tra il popolo per S. Domenica che decisero di innalzare una Chiesa in suo onore.

(le notizie sono state prese dal testo su Salemi del Cremona)
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MAPPE SU SALEMI NEI DIVERSI PERIODI STORICI


periodo dominazione Araba

periodo medioevo Normanno e Svevo

periodo XVI al XVIII

2 Comments:

latinmass1983 said...
Questo post è stato eliminato da un amministratore del blog.
oratorio san domenico savio said...

ciao a tutti siamo dell'oratorio S.Domenico Savio di Campobello di Mazara e vi ringraziamo per la visita al nostro blog... vi aggiungiamo ai nostri link e se vi fa piacere potete fare altrettanto anche voi... buon lavoro.