ARCIPRETI PARROCI E LA COLLEGIATA DELLA MADRICE

martedì
















CRONOTASSI ARCIPRETI PARROCI DELLA CHIESA MADRE

1) Mons. Guaniero Bruno Arciprete fino al 1423

2) Mons. Raimondo Di Noro, Vescovo titolare Margaritense, Vicario e Visitatore Generale della Diocesi. Arciprete fino al 10 Agoto 1484
3) Don. Giocchino Nuccio Arciprete fino al 1494

4) Don Tommaso Ballo Russo Arciprete fino al 1499

5) Mons. Giovanni Severino Scoti Arciprete fino al 1559

6) Don Nicolò Di Nuccio, Canonico Onorario di Mazara. Arciprete fino al 1583

7) Mons. Annibale Nuccio Arciprete fino al 1586

8) Don. Tommaso Cusa Arciprete fino al 1606

9) Mons. Francesco Di Blasi Arciprete fino al 17 Agosto 1624

10) Don Vincenzo Marino Arciprete fino al 12 Gennaio 1640

11) Don Giacomo Milena Arciprete fino al 2 Aprile 1670

12) Mons. Domenico Ciaramidiaro, Canonico Onorario di Mazara. Arciprete fino al 12 Agosto 1687

13) Don Nicolò Antonino Costanza Arciprete fino al 17 Marzo 1691

14) Don Lorenzo Mancini Arciprete fino al 27 Maggio 1729

15) Mons. Benardino Bayamonte Arciprete dal 1729 al 1737

16) Don Antonino Grillo dell'Ordine di S. Teresa, Vescovo Titolare di Cenza e promosso Vescovo di Lipari. Arciprete dal 1737 al 1 Agosto 1762

17) Mons. Giovanni Villaragut Arciprete dal 1762 al 06 Agosto 1771

18) Mons. Giuseppe Cortese Arciprete al 20 Gennaio 1773 al 12-06-1800

19) Mons. Paolo La Rosa Arciprete dal 20/06/1801 al 13/01/1831

20) Mons. Vito Ansaldi, Primo Arciprete della Collegiata, promosso Arcidiacono e Vicario Generale della Diocesi di Mazara. Arciprete dal 12/7/1820 al 8/12/1846

21) Mons. Francesco Paolo Tibaudo Arciprete 15/11/1847 al 3/9/1874

22) Don Leonardo Salvo Arciprete dal 1/02/1875 al 26/09/1889

23) Don Ignazio Grassa Arciprete dal 4/05/1890 al 16/02/1900

24) Mons. Angelo Agueci, Vicario Foraneo e Cameriere d'Onore di Sua Santità. Arciprete dal 1/12/1900 al 10/01/1921

25) Don Francesco Pandolfo Arciprete dal 25/05/1921 al 24/08/1929

26) Mon. Antonino Merendino Arciprete dal 30/12/1929 al 4/10/1941

27) Mons. Ignazio Ardagna, Cameriere Segreto di Pio IX. Arciprete dal 6/12/1941 al 7/05/1988

28) Mons. Pasquale Gandolfo Arciprete dal 16/10/1988 al 21/10/2006

29) Don. Salvatore Cipri Arciprete, Vicario Foraneo, Arciprete dal 25/10/2006

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INSIGNE COLLEGIATA "S. NICOLA DI BARI"
DELLA CHIESA MADRE
ERETTA IL 21 Giugno 1801

PROFILO STORICO

Prima di delineare un profilo storico della Collegiata della Chiesa Madre di Salemi, voglio presentare per linee generali che nella Chiesa cattolica, con l'espressione “Collegiata” si intende una chiesa di una certa importanza, nella quale è istituito un Collegio o Capitolo di canonici, con lo scopo di rendere più solenne il culto a Dio.
Secondo la tradizione della Chiesa, la chiesa collegiata può essere semplice, insigne o per-insigne. Generalmente mantiene il titolo di collegiata anche nel caso in cui il capitolo dei canonici venga a cessare. L'istituzione, l'innovazione o la soppressione dei Capitoli collegiati sono riservati alla Santa Sede.
La Chiesa Madre di Salemi nel 1340 viene dedicata al santo Patrono S. Nicola di Bari, nel 1615 viene costruita una nuova chiesa la quale dopo il terremoto del 1968 viene demolita, la sede della matrice si sposterà nella vicina chiesa dei Gesuiti, dove tuttora ha sede.
Nel pontificato di Pio VII, nel 21 giugno 1801 con bolla papale viene eretta, nella Chiesa Madre di Salemi, l’Insigne Collegiata dedicata al Santo Patrono e Protettore S. Nicola di Bari, con “l’intento di diffondere il culto e la devozione al nome di Gesù Cristo”, e di mantenere viva la devozione al Santo Patrono.
La collegiata deve necessariamente avere almeno 12 membri, detti canonici, con a capo un Curato, devono essere stabili nel territorio della città. Al momento dell’erezione della Collegiata di Salemi avremo 19 canonici di cui 6 di patronato e 13 di concorso.
I membri erano Sacerdoti Canonicati con la “bolla di direzione” e ne potevano farne parte o per diritto di patronato (venivano scelti e ammessi direttamente, di solito i sacerdoti della parrocchia), oppure per diritto di concorso (venivano ammessi dopo aver fatto una domanda).
I canonici si riunivano in coro nella preghiera delle lodi e dei vespri, a Salemi sono rimasti celebri i vespri solenni della festa di S. Nicola che venivano celebrati nel coro ligneo della Matrice. Nelle processioni solenni della città (quella del santo patrono S. Nicola e della protettrice Maria S.S. Immacolata) tutti i canonici sfilavano seguendo la mazza capitolare. I canonici vivevano attraverso le “Maramme”, donazioni che i fedeli laici facevano alla collegiata (potevano essere beni mobili o immobili).
Nell’antico territorio della diocesi di Mazara del vallo, il quale comprendeva buona parte della diocesi di Trapani, le Collegiate di maggiore rilevanza erano quelle di Salemi, di Alcamo e di Castellamare, la loro importanza era dovuta per la ricchezza di vocazioni e quindi di sacerdoti che ne potevano farne parte.

Cronologia Canonici defunti della Collegiata

Anno 1801-1808:
Don Antonino Di Simone
Don Nicolò La Rocca
Don Giuseppe Muartagnolo
Anno 1809-1820:
Don Antonino Boscana
Don Antonino Emanuele
Don Simone Lampiasi
Don Antonio Giglio
Don Gaetano Ficarra
Anno 1821-1830:
Don Francesco Paolo Rubino
Don Ignazio Maniscalco
Don Francesco Cascio
Don Simone Caradonna
Don Stanislao Villaragut
Don Antonino Cavaretta
Don Giuseppe Favuzza
Don Pasquale Mortillaro
Anno 1831-1840:
Don Ignazio Saladino
Don Nicolò Favara
Don Giacomo Cascio
Don Pietro Orlando
Don Paolo Rosa
Don Vincenzo Villaragut
Anno 1841-1850:
Don Nicolò Palermo
Don Leonardo Caradonna
Don Nicolò Calia
Don Giuseppe Orlando
Don Nicolò Rubino
Don Vito Ansaldi
Don Ignazio Crimi
Don Giuseppe Ferrante
Don Luigi Causi
Don Giovanni Maria Lampiasi
Anno 1851-1860:
Don Antonino Maniscalco
Don Andrea Mortillaro
Don Antonino Ardagna
Don Paolo Rubino
Don Pietro Emmanule
Don Giuseppe Orlando Oliveri
Don Vito Cammarata
Don Giuseppe Cosenza
Don Silvestro Piazza
Anno 1861-1870:
Don Angelo Rubino
Don Gaspare Cammarata
Anno 1871-1880:
Don Antonino Disimone
Don Antonino Mortillaro
Don Francesco Passalacqua
Don Francesco Paolo Tibaudo
Don Giuseppe Cascio
Don Giacomo La Rocca
Anno 1881-1890:
Don Filippo Passalacqua
Don Francesco Ferro
Don Giuseppe Causi
Don Antonino Orlando
Don Andrea Pandolfo
Don Nicolò Anselo
Don Leonardo Salvo
Anno 1891-1900:
Don Andrea Mortillaro
Don Nicolò Ferrante
Don Francesco Saverio Baviera
Don Giuseppe Verdirame
Don Andrea Orlando
Don Ignazio Grassa
Anno 1901-1910:
Don Francesco Verdirame
Don Salvatore Maltese
Don Calogero Salvo
Anno 1911-1920:
Don Salvatore Grillo
Don Antonino Gandolfo
Don Saverio Lo Presti
Don Domenico Surdi
Anno 1921-1930:
Don Angelo Agueci
Don Ignazio Favara
Don Alberto Marino
Don Vincenzo Lo Presti
Don Nicolò Orlando
Don Francesco Pandolfo
Anno 1931-1940:
Don Giuseppe Arcuri
Don Vito Clemenzi
Don Francesco Puma
Don Baldassarre Di Stefano
Don Angelo Angelo
Anno 1941-1950:
Don Antonino Merendino
Don Giuseppe Merendino
Don Carmelo Spagnolo
Don Stefano Tantaro
Don Antonino Stallone
Don Antonino Rubino
Anno 1951-1960:
Don Giuseppe Fileccia
Don Antonino Caruso
Anno 1961-1970:
Don Vincenzo Marano
Don Ippolito Calia
Anno 1971-1980:
Don Antonino Maltese
Don Baldassare Renda
Anno 1981-1990:
Don Vincenzo Disidoro
Don Ignazio Ardagna
Anno 1991-2005:
Don Mariano Bellitti
Don Giuseppe Favara
Don Antonino Drago
Don Baldassare Arcangelo

Conclusioni finali

Al momento la collegiata non ha più canonici, la situazione attuale è dovuta sia per la mancanza di sacerdoti ma altra causa evidente è che nel corso degli anni l’istituzione ha perso il suo valore e la sua funzione. La demolizione dell’antica matrice ha spezzato il legame del clero e dello stesso popolo con la Collegiata, la sua esistenza era legata a quella chiesa, anche per i beni materiali come il coro ligneo o alcune cappelle e per la sepoltura degli stessi canonici.
In realtà basterebbe solo una volontà comune per riaprire l’istituzione, pur non avendo ancora, nel territorio salemitano, il numero di sacerdoti necessari. Anche se a mio avviso la funzione di questa istituzione ormai ha perso la sua importanza ma riproporla sarebbe sempre una realtà positiva oltre che funzionale per una migliore pastorale parrocchiale e cittadina.

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